martes, 10 de diciembre de 2013
era un mattino già molto lontano
era un mattino già molto lontano,
alla periferia nascenti, all'alba, della città,
ancora sconosciuta - quindi benedetta -
in un appartamento segnato di cicatrice,
assenze lasciate come tracce sulle porte delle camere,
il passato aveva cambiato tutte le serrature
(perche prima li aveva forzato)
eravamo stati tostare il vuoto per tutta la notte,
cosa che è meglio farlo in compagnia,
e fa male di meno in estate,
quando è possibile sdraiarsi a dormire o pensare
senza l'onere di coperte pesanti - e prestiti
stavamo prendendo droghe in una casa
sfregiata da loro - per loro.
Questo non mancava mai ad arrivare a qualcosa dentro di me,
qualcosa che era ancora in erba,
come ero io,
in nessun grado di apprezzare appieno le tracce dolorose
in una casa piena di dolore parentale.
Dopo, ho smesso di vedere quegli amici,
ma per una prima estate ero saggiando la vita
in un modo molto diverso - da un tubo sporco.
Fumando in balcone,
pensando a quanto sarebbe facile cadere giù.
Molti anni sono passati da allora,
ma tutto quello è rimasto con me.
Mi chiedo dove sei adesso, ragazzi.
Mi chiedo dove mi trovo ora.
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